Il Critico di Marte | “AQUILE RANDAGIE”

Il Critico di Marte | “AQUILE RANDAGIE”

Metà anni 20 del ‘900. Da poco, in Italia, il fascismo, grazie al suo padre fondatore Mussolini, detiene il potere. Nell’ora più buia della storia, una delle tante decisioni del Duce, per attuare la fascistizzazione del Paese, fu quella di sciogliere tutte le associazioni, i centri di aggregazione, le leghe giovanili diverse da quelle autorizzate e organizzate dal partito, espressione diretta del regime.

L’associazione scout italiani cattolici è una delle prime a capitolare, ma a Milano, alcuni ragazzi, decidono coraggiosamente di non piegare il capo, ribellandosi al dittatore di Predappio. Questo gruppo si farà chiamare “Aquile Randagie”. Essi continueranno caparbiamente, come moderni Robin Hood, a svolgere le loro attività fuorilegge di scautismo, nel tentativo di mantenere la sacra promessa fatta: “aiutare gli Altri”.

I giovani disubbidienti raggiungeranno la Val Codera, in Valchiavenna. Lì allestiranno il loro campo segreto. Con lo scoppio della guerra le nostre “Aquile” dovranno resistere a insidie, pericoli, superare prove durissime mettendo a dura prova la loro audace rivolta, tanto da far nascere un movimento scout clandestino che, successivamente, fiancheggerà la resistenza contro fascisti e nazisti.

Un film che omaggia la follia e la determinazione della “Meglio gioventù”, capace di credere in modo puro a ideali, valori e di essere pronta a battersi per essi. I tempi sono cambiati, ma è necessario prestare sempre attenzione e monitorare i nemici del passato  mai morti, ma solo apparentemente assopiti e sempre pronti a ritornare, appena si presenti loro l’occasione favorevole.

Ma alle insidie di ieri si sommano quelle dell’oggi, come, per esempio, la questione del cambiamento climatico.

Anche in questa circostanza, abbiamo avuto bisogno, di una ragazzina di soli 16 anni, Greta Thunberg, per svegliare le nostre coscienze ostaggio della pigrizia e intorpidite dalla nostra indifferenza. Forse le nostre battaglie non riusciremo a vincerle, ma almeno avremo dimostrato, che una parte di noi, ha cercato di cambiare il destino tragico che ci aspetta.

Come disse Alain de Benoist: “Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli”.

Marco Valletta

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