IL CRITICO DI MARTE | Tutti pazzi a Tel Aviv 10/12/19

IL CRITICO DI MARTE | Tutti pazzi a Tel Aviv 10/12/19

TUTTI PAZZI A TEL AVIV

Regia | Sameh Zoabi
Con | Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Nadim Sawalha, Maisa Abd Elhadi.
Doppiatori | Ruggero Andreozzi, Patrizia Mottola, Matteo Brusamonti, Tania De Domenico, Antonio Paiola, Mario Scarabelli, Matteo Zanotti, Luca Ghignone, Massimiliano Lotti, Lorella De Luca, Beatrice Caggiula, Paola Della Pasqua
Genere | Commedia
Lussemburgo, Francia, Belgio, Israele
Uscita | 9 maggio 2019
Durata | 97 minuti

Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Il film è stato premiato al Festival di Venezia.

Questa settimana, il film che vi presentiamo, ha come scenario il Medio Oriente. Protagonista è Salam, un ragazzo arabo di trent’anni che vive a Gerusalemme e lavora a Ramallah, nel cuore della Cisgiordania. Da poco è stato assunto, dallo zio, come nuovo aiutante di produzione e supervisore dei dialoghi, per collaborare alla realizzazione di un celebre sceneggiato tv palestinese intitolato “Tel Aviv brucia”. Il serial tratta una storia d’amore tra una spia palestinese e un generale israeliano, e riesce nell’impresa “impossibile” di calamitare l’attenzione sia di arabi sia di ebrei appassionando e unendo un pubblico tanto vasto quanto complicato da amalgamare. Per raggiungere gli studi televisivi, dove avvengono fisicamente le riprese, il protagonista deve oltrepassare un posto di blocco israeliano, situato lungo il percorso del muro di separazione tra Israele e le terre occupate, costruito per prevenire atti terroristici palestinesi. Un giorno, Salam, viene fermato al checkpoint del confine artificiale per ulteriori verifiche e controlli. L’interrogatorio è tenuto dal comandante Assi responsabile del blocco.  Anche Assi deve far fronte a un problema incombente, poiché dal suo punto di vista il programma è un potente mezzo di propaganda anti-israeliana, ma sua moglie è una delle tantissime accanite fan della soap opera più famosa in Palestina.
Durante l’interrogatorio, Salam viene erroneamente scambiato per lo sceneggiatore del seguitissimo programma; Assi, per accrescere la propria considerazione agli occhi della consorte, decide di partecipare attivamente alla realizzazione della fiction, apportando modifiche alla storia e ai personaggi stravolgendone la trama. Salam proporrà alla produzione il nuovo copione. Questo equivoco darà una scossa importante alla vita e alla carriera del ragazzo che viene assunto per sviluppare il seguito della storia, lui che non è mai stato in grado di scrivere nulla, neppure il proprio curriculum. I problemi inizieranno a emergere quando bisognerà pensare a un credibile finale. Infatti, Salam si ritroverà tra due fuochi: l’invadente comandante filo israeliano e la produzione filo araba. Entrambe le parti sono trincerate dietro i propri principi, pronte a difendere strenuamente le proprie idee, senza cedere ad alcun patteggiamento.
La vera protagonista del film è l’ironia ovvero la capacità di affrontare temi difficili e amari in modo sarcastico cercando di smitizzare divisioni incomprensibili. Questo lungometraggio, premiato al Festival di Venezia, è la prova tangibile che gli ostacoli creati dalla politica possono essere smitizzati attraverso l’arma potente del sorriso.
La massima di Iginio Ugo Tarchetti conferma la nostra tesi: “Comprendere la vanità e il ridicolo delle cose del mondo è somma sapienza; riderne è somma forza.”

Recensione di Marco Valletta, “Il Critico di Marte”

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