IL CRITICO DI MARTE | Martin Eden 3/12/19

IL CRITICO DI MARTE | Martin Eden 3/12/19

MARTIN EDEN 

Regia | Pietro Marcello

Con | Luca Marinelli, , Jessica Cressy, Marco Leonardi, Chiara Francini, Carlo Cecchi, Maurizio Donadoni, Vincenzo Nemolato, Denise Sardisco

Genere | Drammatico, romantico

Italia

Uscita | 4 settembre 2019

Durata | 129 minuti

Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

Napoli. Inizi del 1900. Questo è il racconto della tormentata esistenza di Martin Eden un giovane marinaio proletario, con un sogno: diventare scrittore, nonostante le sue umili origini e la sua scarsa istruzione. Un giorno si prodiga nel salvare, da una zuffa, la vita di Arturo. Il ragazzo soccorso è il figlio di una ricca famiglia industriale borghese: gli “Orsini”, che per gratitudine accolgono Martin nella propria casa. Qui, il nostro protagonista, conosce Elena, l’elegante e istruita sorella di Arturo. Subito se ne innamora in maniera quasi ossessiva poiché la ragazza incarna quella classe sociale, alla quale Eden aveva sempre cercato di accedere e da cui si lascia volentieri tentare.

A questo punto Martin, fermo alla licenza elementare, cerca in ogni modo di colmare le proprie lacune elevando il bagaglio culturale attraverso lo studio e la lettura che soddisfano un’implacabile fame di conoscenza per arrivare lassù, tra le vette luminose del sapere, superando e abbattendo i limiti dell’ignoranza. Egli è convinto che solo in questo modo potrà ottenere il tanto desiderato passaporto che gli permetterà di varcare finalmente i confini di quel mondo borghese, a suo parere, fucina di grandi letterati, artisti, autori. In questo modo, oltre a realizzare il proprio sogno si sentirà degno agli occhi della donna che ama.

Ma quando Martin, conosce l’anziano intellettuale Russ Brissenden, suo futuro mentore, entrerà in contatto con l’ambiente dei circoli socialisti e tutto sembra cambiare. Quest’esperienza sarà determinante per ridestare le sue idee politiche da tempo celate e assopite. D’altra parte ciò determinerà un forte contrasto con quel mondo borghese, tanto bramato e finalmente conquistato dopo tanto perigliare, a cui appartiene la sua adorata Elena.

L’opera filmica, di Pietro Marcello, è stata proiettata alla 76ª edizione della “Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia” dove l’interprete del protagonista, Luca Marinelli, ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Il regista, fa un’opera di traslazione del celebre romanzo di Jack London, da Oakland, ottava città della California, all’Italia partenopea, a noi così familiare. Scelta coraggiosa ed efficace, dato che il nostro Paese è stato, nel bene e nel male, terreno fertile per molti dei temi fronteggiati nel film e che caratterizzarono il nostro 900. E’ lo scontro tra Davide e Golia ovvero del singolo individuo in relazione alla grande e multiforme Società, con battaglie tra classi sociali, l’esaltazione del potere della cultura, la crudeltà del capitalismo che sfrutta la collettività. E infine la possibilità di rivincita credendo nei valori del socialismo.

Martin Eden, volente o nolente, incarna e rievoca, attraverso le sue scelte, tanti argomenti e significati.  Affiora a esempio il tema, tanto caro a Pasolini, del compito fondamentale dell’intellettuale borghese con l’idea di Gramsci secondo cui l’impegno e la volontà di fare Arte Impegnata socialmente utile va intesa in una dimensione anche politica e non solo culturale. Una visione secondo cui è necessario prendere per mano il Popolo e guidarlo, formando e svegliando le coscienze. Il film presenta il “donchisciottismo socialista” di Eden che, con energia e vigore, difende ideali sotto certi aspetti irraggiungibili destinati a schiantarsi contro il muro insensibile e cinico della realtà.

Altro concetto di spessore: la tematica dell’eroe tragico che richiama un moderno Ortis del Foscolo, dove il prode è un romantico che purtroppo soffre, ostaggio dei principi dettati dai propri sentimenti. Martin Eden ci regala quella sensazione di sconfitta che avvolge tutta la sua esperienza di formazione scandita da molti cambiamenti. Difensore di una visione crepuscolare destinata a perdere ma che, nonostante tutto e tutti, vale la pena difendere e sostenere. Un’Artista maledetto che soffre per il suo eccesso di intelletto in una condizione che lo rende un eterno insoddisfatto, sempre alla ricerca di superare il raggiunto.

Per identificare meglio la vera sostanza incarnata da Martin, dovremmo tenere ben presente una frase di Harper Lee: “Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede”.

Recensione di Marco Valletta, “Il Critico di Marte”

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