IL CRITICO DI MARTE | L’affido 19/11/19

IL CRITICO DI MARTE | L’affido 19/11/19

L’AFFIDO

Regia | Xavier Legrand
Con | Denis Ménochet, Léa Drucker, Thomas Gioria, Mathilde Auneveux, Mathieu Saikaly.
Doppiatori | Beatrice Margiotti, Alberto Bognanni, Gabriele Caprio, Simona Chirizzi, Ludovica Mariello, Marta Altinier, Tatiana Dessi, Graziella Polesinanti, Mino Caprio, Greta Bonetti, Riccardo Burbi, Mimmo Strati, Stefano Oppedisano
Genere | Drammatico
Francia
Uscita | 21 giugno 2018
Durata | 90 minuti
Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13

La storia che vi proponiamo questo martedì tratta un tema importante e allo stesso tempo delicato: l’affido. Il rapporto coniugale dei Besson è ormai arrivato al capolinea e il sentimento che un tempo legava Myriam e Antoine sembra del tutto spezzato. La figlia maggiore Joséphine tra poco sarà maggiorenne e l’oggetto del contendere diventa l’undicenne Julien. I due ex coniugi, tramite battaglia legale, cercano di accaparrarselo come fosse una specie di premio di consolazione.

Un disperato tentativo di addolcire una sconfitta per entrambi troppo amara. Miriam tenta di ottenere la custodia unica di Julien per difenderlo da un padre, da lei ritenuto violento. Antoine cerca di far valere le proprie ragioni, spacciandosi, come vittima. Un marito odiato, fallito, perennemente schiacciato dalle pesanti parole di una moglie troppo severa che lo considera colpevole di plagiare i figli, nel tentativo di allontanarlo dal cuore dalla famiglia.

Ascoltate ambo le parti, il Tribunale si pronuncia per l’affido condiviso. Julien dovrà condividere col padre, in maniera alternata, i fine settimana. Il ragazzino non è per niente contento di tale decisione, forse consapevole del calvario (fatto di un crescere esponenziale di violenze, gelosie, ricatti psicologici) che di lì a breve, avrebbe, dovuto, ripercorrere con il proprio morboso genitore. Ciò renderà la sua vita e quella della madre un inferno in terra. Purtroppo, essendo minorenne, deve sottostare alle volontà che i grandi hanno stabilito per lui rendendolo prigioniero

Inizialmente lo spettatore tenderà ad assumere, come il giudice, una sostanziale posizione di neutralità. Il dubbio alla “Blow-Up” di Antonioni domina la scena, con la sua enigmaticità. Chi dice il vero? Chi mente? La vicenda suscita un labirinto di sensazioni che rischiano di far percorrere strade a doppio senso alle nostre prese di posizione. Ma addentrandosi meglio nell’intreccio narrativo, anche allo spettatore, sarà alla fine inevitabilmente chiaro con chi schierarsi.

Il film nel 2017 alla 74ª edizione della “Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia” ha ricevuto due importanti riconoscimenti: il Leone d’Argento – Premio speciale per la regia a Xavier Legrand e il Leone del Futuro per la Migliore Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.

Un’opera che grazie alla bravura degli attori, specialmente il piccolo Thomas Gioria, che interpreta magistralmente il ruolo di Julien, ci fa vivere in prima persona il dramma e il dolore che il suo personaggio è costretto a subire. Siamo vittime del cosiddetto “metodo Stanislavskij”, di solito riservato agli attori, nel sentire ciò che i protagonisti provano attivando l’immedesimazione totale con i personaggi della storia.

Il film è un disperato invito al mondo sordo dei grandi, affinché preservi il mondo innocente dei piccoli, evitando di coinvolgerli nelle guerre degli adulti. Pellicola che affronta in maniera cruda, problematiche molto attuali nella nostra società, trattando il reale e le sue drammatiche conseguenze senza finti patteggiamenti o studiate omissioni.

Abbiamo paura ad ammettere, che, per una volta, il Cinema ci mostra un film dove la realtà sovrasta la finzione e questo ci disarma. La nostra opinione balbetta, annaspa non avendo punti di appiglio per uscire dal turbine delle emozioni. Subito si cerca di addomesticare l’opera, preoccupandoci di incasellarla nei molti generi filmici che conosciamo, nel vano tentativo di acquietare le nostre coscienze. Ci si volta dall’altra parte evitando di guardare negli occhi il problema dove spesso le vittime sono proprio i figli, ovvero coloro, che dovrebbero avere maggiori difese, maggiori attenzioni, maggiore amore.

In questo senso Frank Adam è lapidario: “I bambini sono i missili nucleari nella guerra fredda del divorzio”.

Recensione di Marco Valletta, “Il Critico di Marte”

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Ciao! Domande?
Clicca sull'icona qui sotto e scrivi a Oltheatre usando WhatsApp.
Prenota il tuo posto a Teatro o al Cinema!
Powered by

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi