IL CRITICO DI MARTE | L’Amour Flou 14/1/20

IL CRITICO DI MARTE | L’Amour Flou 14/1/20

L’Amour flou

Regia | Romane Bohringer Philippe Rebbot
Con |  Romane Bohringer, Philippe Rebbot, Rose Rebbot-Bohringer, Raoul Rebbot-Bohringer, Reda Kateb
Genere | Commedia
Francia
Uscita | 29 agosto 2019
Durata | 97 minuti
Il film ha ottenuto 2 candidature a Cesar. In Italia al Box Office nelle prime 5 settimane di programmazione ha incassato 152 mila euro.
Una famiglia e la sua storia. Le dinamiche di coppia conosciute da miliardi di famiglie.

La storia di questo martedì affronta la fine di un matrimonio durato ben dieci anni. Interpreti di tale crisi sentimentale sono Romane (Romane Bohringer) e Philippe (Philippe Rebbot). La loro è una decisione non facile anche perché all’attivo hanno ben due figli: Rose e Raoul. Dopo un’attenta riflessione, i due decidono che è giunto il momento di calare il sipario sul palcoscenico della loro relazione, imboccando consensualmente il sentiero della separazione. La questione viene affrontata con la massima civiltà: nessuna sceneggiata isterica, lanci di piatti o discussioni accese in pieno stile Hollywoodiano, ma nella condivisa consapevolezza e serena accettazione di un amore ormai giunto al termine.
Nel momento più difficile delle loro vite, Romane e Philippe, danno prova di grande coraggio: rinnovano e mutano se stessi, trasformando la fine della loro storia amorosa in un nuovo inizio. Il loro reciproco affetto trova un ormeggio nella più sincera e leale amicizia, ripulita, da ogni approdo sessuale, nella speranza di restare comunque a galla.
In una seconda fase, il loro rapporto è paragonabile a un puzzle che funziona a metà: Romane e Philippe, continueranno a incastrarsi tra loro alla perfezione grazie al forte legame che li unisce, anche se il disegno globale (il loro amore) non sarà più visibile.
Una delle questioni successive è la caccia, tutt’altro che semplice, dei nuovi alloggi. Nell’immaginario collettivo il pensiero corre a case diverse e lontane e a una gestione dei figli a giorni alterni.
Nulla di tutto questo. Proprio per non sconvolgere la vita di Rose e Raoul, i protagonisti decidono di prendere un’altra folle decisione: abitare in appartamenti distinti, ma comunicanti attraverso la stanza dei bambini, unica zona comune a entrambi gli alloggi. Una sorta di terra neutra di tutti e di nessuno.
Il lungometraggio affronta un tema ormai all’ordine del giorno, il divorzio, ma con una soluzione nuova e rivoluzionaria. Gli attori che compongono il nucleo famigliare protagonista delle vicende, interpretano loro stessi; essi sono anche i registi e gli sceneggiatori del film. Romane Bohringer e Philippe Rebbot ci mostrano una visione del Neorealismo basato sulla rappresentazione della loro reale intimità. Una fotografia senza filtri di una fase significativa della loro vita. E’ uno sfogo liberatorio con lo spettatore, per ricordare a tutti, di affrontare ogni genere di sfida che ci capita, con filosofia, inventiva e semplice ironia. D’altronde se, nonostante i momenti difficili dell’esistenza a cui siamo chiamati a far fronte, ci viene da sorridere o da sdrammatizzare con una battuta da condividere con un amico sincero allora vuol dire che nulla è perduto.

Infatti, come disse l’antico filosofo greco Aristotele, “L’amicizia è una sola anima che abita in due corpi, un cuore che batte in due anime”.

Recensione di Marco Valletta, “Il Critico di Marte”

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